L’importanza di conoscere sé stessi: la storia delle pistole nel baule

La consapevolezza di ciò che abbiamo (e ciò che non abbiamo) è la chiave di volta per ottenere grandi risultati.

Ero piccolo.

E come tutti i bambini, o almeno era cosi per me, avevo cura dei giocattoli che mi venivano regalati. Soprattutto di quelli nuovi. Di quelli ancora mai usati.

Ho tenuto questa caratteristica anche crescendo.
Mi capitò lo stesso con le camicie.

Quando ne compravo una nuova, non la usavo subito. La lasciavo nel cassetto con tutta la plastica della confezione e la carta velina dentro. Non toglievo nemmeno gli spilli.

Ora non più. Ho imparato.
Forse è stato ripensare al baule delle pistole che mi ha fatto imparare.

Giocavo  con  dei  pupazzetti  che  avevano  la  mise  del  cowboy.  Anche  se potevano interpretare ogni cosa. Venivano dati sempre con degli accessori, un cappello ed al massimo un fucile. Le pistole erano rare.

Era per questo che ogni volta che ne trovavo una, invece di incastrarla in quelle mani fatte come le muffole, la riponevo in un piccolo baule di plastica. Le accatastavo e le custodivo là dentro.

A mia memoria non ricordo i momenti in cui le estraevo e ci giocavo.

Oggi credo che sia stato uno spreco avere tutte quelle pistole e non averci mai giocato. A volte capita di non sapere ciò che abbiamo, solo perché lo nascondiamo a noi stessi.

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